Letteratura cinese
Libro dei canti: l'antologia poetica più antica della Cina
La storia della poesia cinese comincia col Libro dei canti. Non si sa esattamente come né quando si redassero queste canzoni, ma sappiamo che furono create tra i secoli XI e VI a.C., sulle rive del fiume Giallo ed il nord di Yangtse. Tutte questi canzoni antiche furono messe in musica, ma a partire dal secolo V la musica originale si andò perdendo gradualmente e rimasero solo i versi. Possiamo dividerli in 3 categorie:
Feng, canzoni popolari di vari stati soggetti;
Ya, canzoni cantate nella corte e nelle funzioni ufficiali, divise in Da Ya o Gran Ya y Xiao Ya o Ya minore.
Song, canzoni usate in sacrifici in tempi ancestrali.
Le trecento canzoni di questa collezione sono documenti unici per lo studio del cinese antico. La maggioranza di queste, della categoria Ya e Song, furono scritte da nobili schiavi, che in molti casi erano assai istruiti.
I quattro classici della letteratura cinese
La letteratura cinese conta quattro grandi opere in prosa secondo i critici. Le commentiamo di seguito, per conoscere un po' di più la cultura asiatica. Il romanzo cavalleresco dei tre "regni", lo scrisse Luo Guanzhong nel secolo XIV, è un romanzo storico sul turbolento periodo dei tre regni (220-280). Le storie sui tre regni esistevano nella cultura popolare prima che fossero messe per iscritto. In queste storie i personaggi normalmente adottavano forme mitiche ed esagerate, spesso si trasformavano in immortali o in esseri eccezionali che avevano poteri magici. Basate nella storia della popolazione cinese, diventarono più popolari durante il regno dell'imperatore mongolo della Dinastia Yuan, 1279-1368. Durante la prosperosa Dinastia Ming si incrementò anche l'interesse per i giochi e i romanzi, fattore che giovò molto alla sua espansione e alla memoria storica di essa.
"Al bordo dell'acqua", tradotto a volte come "Tutti gli uomini sono fratelli", sembra essere opera di Shi Nai'an e Luo Guanzhong. Il romanzo narra le avventure e sventure di 108 latitanti nei primi anni del secolo XII.
"Al bordo dell'acqua" è relazionato col bandito storico Song Jiang ed i suoi 36 compagni. Il gruppo agiva nella regione dal fiume Huai e si arrese finalmente nel 1119 alle truppe del governo. Le storie popolari su Song Jiang circolarono per molto tempo, fino a che nel secolo XII si citò per la prima volta Song Jiang ed i suoi 36 compagni, in Guixin Zashi.
"Viaggio ad ovest" è un altro classico della letteratura cinese e probabilmente è il più conosciuto tra i giovani. Si pubblicò nel 1590 in maniera anonima e non esistono evidenze sul suo autore, benché sia attribuito ad un collegiale chiamato Wu Cheng'en. Il romanzo conta una versione fittizia e molto mitizzata della peregrinazione in India del monaco buddista Xuanzang alla ricerca di testi religiosi.
Uno dei suoi super-aiutanti, il re scimmia Sun Wukong, si è trasformato in uno dei personaggi più famosi e cari della letteratura cinese. Il suo riconoscimento e la sua popolarità in Asia sono paragonabili a quello di Topolino nei paesi occidentali.
Il fatto che il romanzo segua vari abbozzi gli ha conferito molto successo; è una storia di avventure, dà consigli spirituali ed è una metafora nella quale il gruppo di pellegrini che viaggiano per l'India rappresenta il viaggio individuale verso l'illuminazione spirituale di ognuno.
E l'ultimo pezzo fondamentale della letteratura cinese è "Sonno della camera da letto rossa", lo scrisse Cao Xueqin nel secolo XVIII, durante la Dinastia di Qing. Il titolo è stato tradotto in vari modi, usando la parole "magione" o "stanza", in singolare ed in plurale, come in Sogno delle magioni rosse o Sogno delle stanze rosse.
Benché il romanzo abbia un affascinante ed interessante testo con più di 400 personaggi, possiamo leggerla anche come uno studio della forma di recitare dei cinesi nel secolo XVIII, o come un'allegoria buddista.





